Artemio Franchi
Artemio Franchi è nato a Firenze, ma i suoi genitori, senesi, vi erano arrivati da appena due mesi. Senese iure sanguinis o fiorentino iure soli? Questa contesa sul suo logo di origine lo ha sempre molto divertito. Frequentò le scuole elementari ed il ginnasio a Firenze, per poi iscriversi alla facoltà di Economia e Commercio, diventanto uno degli allievi prediletti del prof. Vedovato, esperto di diritto internazionale. Nel 1943 fu chiamato alle armi e destinato al Sud dell’Italia. Fece ritorno a Firenze nell’ottobre del ’44. Una stagione di disagi e di incertezze, nel corso della quale riprese i suoi studi e cominciò a lavorare presso una azienda di autotrasporti. In quel tempo seguì il primo corso arbitri indetto dal Gruppo Arbitri Poderini di Firenze (oggi Sezione “Giacinto Zoli”), primo contatto ufficiale col mondo dello sport. Nel ’48 si laurea, col massimo dei voti, in diritto internazionale e l’anno successivo si sposa in Duomo, celebrato da Don Bensi, con Alda Pianigiani.
Dopo esser stato dirigente sportivo presso l’AC Fiorentina, ricoprì una prima volta l’incarico di Presidente della FIGC dal 1966 al 1976 dopo essere stato Commissario Straordinario della Lega Calcio: sotto la sua gestione per la prima volta la nazionale italiana, guidata dal ct Ferruccio Valcareggi, tornò a vincere nelle competizioni internazionali dopo gli anni ’30, conquistando gli Europei del 1968 e arrivando seconda ai Mondiali del 1970.
Nel 1972 Franchi fu inoltre eletto presidente della UEFA, e nel 1974 Vicepresidente della FIFA, ragion per cui lasciò nel 1976 l’incarico in FIGC a Franco Carraro; dovette poi assumere nuovamente la presidenza della Federcalcio italiana due anni dopo, quando lo stesso Carraro fu nominato Presidente del CONI, finché lo scoppio dello scandalo del calcio scommesse non lo costrinse alle dimissioni nel 1980. Mantenne invece fino alla morte i propri incarichi presso FIFA e UEFA: fu Presidente del Comitato d’organizzazione del Campionato d’Europa; Vice Presidente della Federazione Calcistica Internazionale; Presidente della Commissione di Finanza della FIFA e Presidente della Commissione Arbitri; sempre presente nel Comitato Organizzatore dei Campionati mondiali.
Dal suo amore per il calcio nasce il Centro Tecnico Federale di Coverciano, la più efficace ed integrata realizzazione di una base scientifica e di un lucido supporto organizzativo al servizio dello sport.
Era scritto che Siena fosse la città del suo destino e che a lei si annodasse l’ultimo ricordo; guidava la sua vettura per recarsi a casa di un fantino, per stringere accordi per la sua partecipazione al Palio dell’Assunta, quando nei pressi di Siena – fra Taverne d’Arbia ed Asciano sulla strada Lauretana Antica – l’auto sbandava in curva sull’asfalto bagnato e si schiantava contro un camion. Era il 12 agosto 1983. Nel luogo del tragico incidente è stata eretta una inconfondibile stele dorata, che si può vedere all’esterno di una curva poco prima del podere Mezzavia, percorrendo da Siena la Lauretana Antica verso Asciano. Ad Artemio Franchi sono stati successivamente intitolati lo Stadio comunale di Firenze, casa della Fiorentina, e quello di Siena, casa della società bianconera. È sepolto a Firenze, nel cimitero di Soffiano.